IL CESANESE DEL PIGLIO DOCG

Già doc nel 1973, il Cesanese del Piglio, o semplicemente Piglio, è diventato nell'agosto 2008 il primo prodotto docg del Lazio (denominazione di origine controllata e garantita).

La zona di produzione ricade nella provincia di Frosinone e comprende tutto il territorio comunale di Piglio, Serrone e parte del territorio di Acuto, Anagni e Paliano. Il forte legame con questo territorio è voluto già dal disciplinare, il 90% delle uve utilizzate infatti devono provenire dal vitigno autoctono cesanese d'Affile.

Il vitigno, spesso confuso con l'omonimo cesanese comune, è presente nella zona già dai tempi dei Romani. È proprio all'epoca della nascita della colonia romana che si fanno risalire le prime coltivazioni nella vallata, e la coniazione del termine "cesanese". Dal territorio di Affile la sua coltivazione si è poi allargata ai comuni limitrofi.

IL CESANESE DI AFFILE DOC

Il Cesanese di Affile Doc nasce ad Affile, un piccolo borgo ad est di Roma, a pochi chilometri dai Monti Simbruini e dalla Valle dell'Aniene. E’ prodotto con il 100% di uva Cesanese di Affile, l'unico vitigno autoctono a bacca rossa del Lazio, da sempre coltivato in questi luoghi in vigneti collocati tra i 550 e 750 m.s.l.m., alcuni di oltre 40 anni di età. Grazie alle particolarità del territorio e del micro clima, il processo di maturazione conferisce all’uva le caratteristiche uniche.

Per perseguire gli standard qualitativi, la produzione di ogni vendemmia è limitata e non supera le 5.000 bottiglie, così da ottenere un vino dal colore rosso rubino, profumo ampio e intenso, sentori di frutta rossa, nette sensazioni speziate e di frutti di bosco, valorizzate dall'affinamento in legno e dalla intrinseca freschezza. Caratteristiche inconfondibili, rese uniche da una fortunata miscela di clima, territorio e tradizione. Percezioni e fragranze da abbinare a cibi dai gusti semplici e generosi: primi robusti, carni rosse, tartufi e formaggi di lunga stagionatura. Perfetto servito a 18°.

Un patrimonio racchiuso nel “Cesanese di Affile”, un vino che la tradizione popolare fa risalire ai tempi della Roma Antica, quando i coloni romani, sedotti dall'ottimo clima, si dedicarono ad un'intensa opera di disboscamento per fare spazio a splendidi vigneti, (cesae: luoghi dagli alberi tagliati, da qui il nome del vitigno).

La tradizione racconta che esso deliziò nei secoli il palato di Papi e Imperatori: segni tangibili di un legame antico, testimoniato persino dallo stemma araldico del paese, rappresentato con un tralcio di vite dai grappoli neri con un aspide attorcigliato sul tronco.

Un vino la cui notorietà ha trovato eco lungo i secoli, fino a conquistare negli anni '30 del Novecento i luoghi della cultura enologica con riconoscimenti internazionali, per poi ottenere la doc nel 1973.

Dopo questa data la produzione vive un momento di crisi e solamente nel 2003 si riaccende l'entusiasmo per recuperare il prezioso patrimonio e nell'Ottobre del 2004 si raccoglie l'uva con la quale sarà prodotta la prima etichetta “Cesanese di Affile doc”.

L'iniziativa si estende sempre di più, incrementando la produzione, e nasce l'idea di valorizzare il territorio affiancando alla produzione del vino la promozione di prodotti tipici locali di altro genere e lo sviluppo del turismo rurale, grazie anche alle numerose bellezze artistiche della zona e a un ambiente naturale meraviglioso, ancora incontaminato.